The Secret behind Colours

Questo cosmo è di natura vibrazionale. Il mondo fisico, conosciuto come Prapañca (il mondo dei cinque elementi), esiste esclusivamente nell'ambito della sostanza mentale e sovramentale.

Le vibrazioni sono innumerevoli, ma non infinite. Se fossero infinite, anche la creazione sarebbe infinita. Sono moltissime, è vero, ma pur sempre limitate.

Esistono tre colori fondamentali: il bianco, il rosso e il nero. Il bianco rappresenta il principio senziente, il rosso il principio mutativo e il nero il principio statico.

L'unico Puruṣa o Dio è Colui che crea questi colori. Attraverso di essi esercita un'attrazione sugli esseri creati. Senza questa attrazione, gli esseri non potrebbero provare piacere nella propria esistenza.

Ya eko’varṇo bahudhā śakti yogād varṇānanekān nihitārtha dadhāti
Vicaeti cānte viśvamādau sa devaḥ sa no buddhyā śubhayā saṃyunaktu

Quando la causa di molteplici manifestazioni è una sola, essa appartiene alla sfera del noumeno, cioè della realtà fondamentale che sta all'origine di tutto. Il mondo che si manifesta ai nostri sensi appartiene invece alla sfera del fenomeno.

Ma perché è stato creato questo mondo così ricco di colori?

Perché, altrimenti, gli esseri mondani potrebbero non trovare alcun piacere nel rimanervi. Pensiamo a un bambino che piange: la madre gli offre dei giocattoli affinché possa continuare a giocare e a divertirsi. Allo stesso modo, i colori sono stati creati per offrire agli esseri questi giocattoli, attraverso i quali possono trovare piacere nella creazione.

Ma qual è il vero scopo? Qual è l'intenzione più profonda che si nasconde dietro questa creazione?

La causa e il movente interiore sono conosciuti soltanto da Lui. Se venissero svelati, il segreto perderebbe il suo significato. Ma qual è il senso di questo mistero? Se ciò che è segreto venisse rivelato, gli esseri desidererebbero raggiungere la liberazione e non vorrebbero più rimanere legati ai colori e alle attrazioni della creazione.

Tutte queste manifestazioni vibrazionali risiedono nel Puruṣa o Dio e provengono da Lui stesso. Se seguiamo il corso di queste vibrazioni, sia a ritroso verso la loro origine sia in avanti verso la loro conclusione, non troviamo altro che il Puruṣa o Dio: Egli è presente tanto all'inizio quanto alla fine.

«Fa' che il nostro intelletto non si allontani mai dal kalyāṇa, il bene spirituale».

Questa dovrebbe essere la nostra unica preghiera.

Shrii Shrii Anandamurtijii

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