Le schiavitù fisiche, psichiche e spirituali: lo studio e la mentalità razionalistica

Le forme di schiavitù a cui gli esseri umani sono sottoposti non sono soltanto fisiche, ma anche psichiche e spirituali.

La causa fondamentale della schiavitù fisica, infatti, si trova nella sfera psichica. Le torture e lo sfruttamento che un essere umano infligge a un altro sono certamente fenomeni fisici, ma la loro origine risiede nella mente umana. Anche il dolore e l'angoscia provati da chi subisce queste violenze appartengono più alla sfera psichica che a quella fisica.

In definitiva, quindi, la radice della schiavitù si trova nella mente. La mente è indipendente dalla materia, ma non è completamente separata da essa: esiste comunque una connessione diretta tra le due.

Cibo, vestiti, istruzione e cure mediche sono bisogni materiali degli esseri umani. Il mondo dei cinque fattori fondamentali è indubbiamente materiale, ma non riguarda esclusivamente la dimensione fisica o psichica: raggiunge anche i confini del mondo spirituale.

Pensiamo, per esempio, alle malattie psichiche, che possono creare condizioni così malsane da compromettere seriamente anche l'atmosfera spirituale.

Consideriamo coloro per i quali la religione rappresenta il fondamento della propria vita. Queste persone potrebbero compiere azioni capaci di mettere gravemente in pericolo l'intero mondo spirituale. A causa dei loro comportamenti contrari alla spiritualità, altre persone potrebbero diventare indifferenti e perdere interesse per la vita spirituale.

Pertanto, una malattia, pur essendo fondamentalmente di natura psichica, può avere conseguenze dirette sia sul mondo materiale sia su quello spirituale.

Gli esseri umani di natura demoniaca, infatti, non si limitano a privare i propri simili delle loro ricchezze materiali o a ingannarli sul piano psichico: possono arrivare a sottrarre loro anche il prezioso patrimonio spirituale.

Fermatevi un momento a riflettere sull'enorme peso che queste persone portano dentro di sé.

Gli individui con una mentalità distorta, che si lasciano dominare dal geo-sentimento, dal socio-sentimento o dal comune sentimento umanistico, non hanno mai apportato alcun vero beneficio alla società e non saranno in grado di farlo nemmeno in futuro. Non ne possiedono la capacità.

È quindi necessario prendere una decisione ferma per correggerli. Quando avrete preso questa decisione e agirete di conseguenza, noterete che coloro che si rifiuteranno di correggere il proprio comportamento finiranno per essere distrutti, completamente annientati.

Queste persone cercano di nascondere i propri sentimenti dannosi e distorti dietro un velo di ipocrisia. Questo atteggiamento di occultamento è una delle manifestazioni dell'ipocrisia.

Consideriamo, per esempio, i rivoluzionari che si dichiarano sostenitori delle idee rivoluzionarie. Parlano apertamente di rivoluzione, ma in realtà, nel loro intimo, desiderano evitarla. Dicono una cosa a parole, mentre nella pratica fanno esattamente il contrario.

È molto difficile smascherare questi camaleonti umani.

Le forze reazionarie, invece, sono almeno facilmente riconoscibili, perché dichiarano apertamente la propria opposizione a tutto ciò che non gradiscono.

Dicono senza mezzi termini:

«Non permetteremo che questo accada. Non concederemo la libertà al popolo. Non gli daremo pasti abbondanti. Lo lasceremo vivere nella povertà... altrimenti dove troveremo la manodopera necessaria per i lavori domestici?».

Per riconoscere individui così difficili da smascherare, invece, è indispensabile possedere una certa conoscenza del comportamento umano.

Lo studio

Ho detto che esistono due modi per combattere coloro che sono motivati, consapevolmente o inconsapevolmente, dal geo-sentimento.

Il primo è lo studio, il secondo è lo sviluppo di una mentalità razionalistica, cioè di una prospettiva fondata sulla razionalità.

Per studio intendo un'analisi intellettuale approfondita.

Ma che cosa significa esattamente studio approfondito?

Significa assimilare interiormente, sul piano soggettivo, gli avvenimenti e le realtà che esistono nel mondo oggettivo.

Bisogna ricordare che anche la nostra stessa esistenza è un evento, un fatto esterno. L'assimilazione degli eventi avviene attraverso lo studio.

La conoscenza, tuttavia, può essere suddivisa in due categorie. In effetti, non tutta la conoscenza rientra nell'ambito dello studio.

Esistono due tipi di conoscenza:

Parájiṋána, o áptajiṋána: conoscenza trascendentale.

Aparájiṋána, o práptajiṋána: conoscenza non trascendentale.

La conoscenza trascendentale appartiene al mondo puramente spirituale e trae la propria ispirazione dal Centro Cosmico, il Nucleo Universale.

Non ha assolutamente nulla a che vedere con il guadagno o la perdita di natura mondana, con lo sfruttamento o l'amministrazione. Non ha neppure alcun rapporto con l'imperialismo, il fascismo o qualsiasi altra forma di ideologia (ismo).

Questa conoscenza trascendentale ispira gli esseri umani a procedere verso il mondo puramente spirituale e li incoraggia attraverso innumerevoli idee capaci di elevare la loro coscienza.

Essa viene anche chiamata conoscenza di sé.

Coloro che, in nome della conoscenza trascendentale, di Dio o della teoria dell'incarnazione(1), ingannano le masse semplici, poco istruite e ingenue per raggiungere i propri obiettivi egoistici, meritano la più severa condanna.

In questa sede, tuttavia, non ci occupiamo della conoscenza trascendentale, perché essa appartiene alla filosofia puramente spirituale.

La nostra attenzione è rivolta soprattutto alla conoscenza non trascendentale, quella collegata al mondo materiale.

Ho già parlato della conoscenza trascendentale e tornerò sull'argomento in futuro.

Anche lo studio, però, può presentare numerosi difetti e lacune. Persino quando è approfondito, può portare a degli errori.

Qualcuno potrebbe chiedere:

«Come può studiare una persona analfabeta, che non sa leggere e scrivere?».

La risposta è semplice: anche queste persone possono studiare, imparando attraverso l'ascolto dei discorsi e delle spiegazioni degli altri.

Nessuno, quindi, è svantaggiato sotto questo aspetto.

Inoltre, lo studio non consiste soltanto nella lettura dei libri. Esistono due forme di studio:

Lo studio letterale, praticato da chi sa leggere e scrivere.

Lo studio non letterale, attraverso il quale si apprende ascoltando gli altri e osservando la realtà.

Per quanto riguarda lo studio non letterale, gli esseri umani possono acquisire moltissime informazioni sul mondo materiale entrando in contatto con i diversi oggetti e fenomeni attraverso i propri sensi.

Entrambe le forme di studio, quella letterale e quella non letterale, sono necessarie e possono essere utilizzate da tutti.

Tuttavia, sia lo studio letterale sia quello non letterale possono presentare dei difetti. Per questo motivo, la conoscenza acquisita attraverso lo studio non può essere considerata assoluta e non deve essere accettata come tale.

Esistono due tipi di difetti:

Il difetto dovuto all'ignoranza.

Il difetto dovuto al trascorrere del tempo.

Il primo tipo di difetto si verifica quando la persona da cui abbiamo appreso qualcosa, oppure l'autore di un libro che abbiamo letto, possiede conoscenze incomplete o lacunose.

Queste carenze possono essere trasmesse da una persona all'altra, generando una catena di informazioni imperfette.

Questo è ciò che definiamo difetto dovuto all'ignoranza.

Il secondo tipo di difetto dipende invece dal trascorrere del tempo e dai cambiamenti della realtà.

Per esempio, un libro può essere stato scritto, oppure una determinata conoscenza può essere stata trasmessa, in un preciso momento storico. Quello che viene descritto riflette quindi una realtà valida in quel determinato periodo.

Ma con il passare del tempo le condizioni cambiano e ciò che prima era corretto può diventare inesatto.

Quando ero bambino, per esempio, nei libri di geografia si leggeva che Allahabad era la capitale dell'Uttar Pradesh, che allora aveva anche un nome diverso.

Oggi questa informazione è considerata errata, perché la capitale dell'Uttar Pradesh è Lucknow.

In seguito al cambiamento della capitale, ciò che era scritto in quei libri, pur essendo corretto all'epoca, oggi potrebbe generare confusione.

Pertanto, se l'assimilazione interiore e soggettiva della realtà esterna avviene esclusivamente attraverso lo studio, il risultato può essere fuorviante.

Supponiamo che abbiate acquisito determinate conoscenze attraverso lo studio. Queste conoscenze potrebbero essere incomplete o contenere degli errori.

Le persone dominate dai geo-sentimenti, cioè da un attaccamento eccessivo e irrazionale a un determinato territorio, possono arrecare alla società danni innumerevoli.

Se possedete conoscenze imperfette, non sarete in grado di riconoscere questi individui e di smascherare i loro comportamenti ingannevoli.

Qual è, dunque, la soluzione?

Queste persone continueranno certamente a seguire la strada del vizio, causando inevitabilmente sofferenza e danni agli altri.

Se a subire un danno, una persecuzione, un'umiliazione o uno sfruttamento foste soltanto voi, la questione avrebbe un'importanza relativamente minore.

Ma quando a essere colpito è un intero gruppo sociale, la situazione non può assolutamente essere ignorata.

È necessario riconoscere e individuare le forze reazionarie presenti nella società: persone che si dichiarano rivoluzionarie e si presentano come riformatori in campo sociale, economico e politico, ma che in realtà ingannano la popolazione attraverso strategie pseudo-riformiste e pseudo-umanistiche.

Dovrete imparare a riconoscerle tutte.

Che cosa bisogna fare, dunque, quando lo studio da solo non è sufficiente a smascherare questi falsi rivoluzionari, responsabili di privare le masse dei beni di prima necessità?

È indispensabile identificarli e analizzare ogni aspetto della situazione nella giusta prospettiva.

Soltanto attraverso un'analisi rigorosa, che conduca a una conclusione chiara, sarà possibile liberare le persone dalla morsa sempre più stretta dello sfruttamento.

Ecco perché lo studio assume un'importanza fondamentale: non potete assolutamente farne a meno.

Non è ammissibile chiudere i libri e rimanere confinati nel proprio piccolo mondo, come rane in fondo a un pozzo.

Dovete invece ampliare i vostri orizzonti mentali, andare avanti e spezzare ogni forma di condizionamento sociale.

Ma quali condizionamenti?

Quelli generati dai geo-sentimenti.

Dovete liberarvi di tutti.

La rana che vive in un pozzo crede che il piccolo specchio d'acqua in cui si trova sia forse il più grande del mondo.

Quando entra in contatto con un bacino più grande, si rende conto che esiste qualcosa di più vasto del suo pozzo.

Quando poi incontra uno stagno, comprende che anche questo è più grande del bacino.

Infine, quando vede l'oceano, si rende conto di trovarsi di fronte a qualcosa di veramente immenso.

Allora pensa:

«Finché sono rimasta nel pozzo, ho creduto che fosse la cosa più grande del mondo!».

Allo stesso modo, finché non ci liberiamo del geo-sentimento, cioè dell'attaccamento limitato a un determinato luogo geografico, non saremo in grado di comprendere la verità.

Ecco perché lo studio è così importante.

Allo stesso tempo, però, dobbiamo prestare attenzione anche ai limiti dello studio.

Facciamo un esempio.

Ci viene insegnato che il nostro Paese è benedetto da abbondanti risorse idriche e che possiede una grande ricchezza di frutti.

Dopo aver appreso queste informazioni, potremmo ripeterle e trasmetterle a migliaia di altre persone.

Ma quando approfondiamo lo studio e analizziamo attentamente la situazione reale, possiamo scoprire una realtà completamente diversa.

Scopriamo, per esempio, che il nostro Paese soffre gravemente di una carenza d'acqua: la popolazione non dispone nemmeno di una quantità sufficiente di acqua potabile, per non parlare di quella necessaria all'irrigazione dei campi.

Ci viene anche detto:

«Il nostro Paese è ricco di prodotti agricoli, soprattutto di frutta, che vengono esportati in altre nazioni».

Eppure, quando analizziamo la realtà, scopriamo che il nostro Paese importa dall'estero migliaia di tonnellate di cereali e che la sopravvivenza stessa della popolazione dipende da queste importazioni.

A volte arrivano persino da Paesi lontani partite di farina avariata, che vengono mescolate con acqua e consumate come alimento.

Eppure continuiamo a ripetere, come pappagalli:

«Mia terra dorata, ti adoro!».

Questi sono alcuni esempi dei condizionamenti provocati dal geo-sentimentalismo, nei quali le persone cadono a causa della propria ignoranza.

Quando, in seguito, si rendono conto della realtà dei fatti, non possono fare a meno di sorridere, pensando:

«Chissà che cosa avranno pensato gli altri di me mentre ripetevo tutte queste sciocchezze!».

Queste false convinzioni, radicate nel geo-sentimentalismo, devono essere completamente eliminate.

E per riuscirci non esiste altra strada che uno studio attento e approfondito.

Tuttavia, nemmeno lo studio, da solo, è sufficiente.

Esistono individui, soprattutto alcuni sedicenti rivoluzionari, che amano riempirsi la bocca di parole altisonanti, capaci di fare leva sulle parti più deboli e sensibili della mente umana.

Dicono, per esempio:

«La mia terra natale è fatta così e così...».

«Apparteniamo a questa o a quella stirpe...».

«Siamo un popolo di eroi e di eroine!».

È proprio attraverso queste dichiarazioni che manipolano i sentimenti delle persone.

Gli individui, intrappolati nei geo-sentimenti, perdono ogni capacità di ragionare lucidamente e finiscono per unirsi al coro, ripetendo le stesse parole.

In quel momento non si rendono conto che il loro entusiasmo è alimentato da informazioni completamente false.

È quindi necessario liberarsi da questi condizionamenti e da tutte le informazioni ingannevoli.

Sentiamo affermazioni come questa:

«L'acqua di questo o quel fiume del mio Paese è così pura che non si deteriora mai. Se la bevi, non soltanto tu, ma persino ogni singola cellula protoplasmatica del tuo corpo, potrai raggiungere la liberazione spirituale!».

Eppure, è curioso osservare che nello stesso fiume vivono innumerevoli pesci e altre creature acquatiche che, a quanto pare, non raggiungono affatto la liberazione!

Inoltre, dopo aver analizzato quell'acqua, gli scienziati hanno concluso che la cosiddetta «acqua pura» non è adatta nemmeno per lavarsi, figuriamoci per essere bevuta!

Anche questi sono esempi delle diverse manifestazioni del geo-sentimento.

Ecco perché lo studio riveste un'importanza enorme.

Le persone istruite devono organizzare seminari e incontri, sia tra loro sia rivolti a coloro che hanno ricevuto un'istruzione inferiore.

Devono aiutare queste persone a comprendere la realtà.

La conoscenza deve essere diffusa in ogni strato della società.

Bisogna creare le condizioni affinché tutti possano esaminare e valutare ogni cosa alla luce della verità.

Liberate l'intelletto di ogni singolo essere umano!

Oggi l'intelletto umano è impantanato in una palude. Aiutate le persone a conoscere e assaporare il dolce gusto della libertà intellettuale.

La mentalità razionalistica

È importante ricordare che le lacune dello studio, siano esse dovute all'ignoranza oppure al trascorrere del tempo, non appartengono alla sfera trascendentale.

Si tratta infatti di prāptajñāna, cioè conoscenza acquisita, e non di āptajñāna, cioè conoscenza autentica e trascendentale.

La conoscenza che conduce l'individuo verso la dimensione spirituale è una conoscenza trascendentale, definita in sanscrito āpta vākya.

Come possiamo eliminare le lacune e gli errori della conoscenza acquisita?

Attraverso lo sviluppo di una mentalità razionalistica.

Non dobbiamo accettare acriticamente tutto ciò che troviamo scritto nei libri.

Posso leggere e comprendere ciò che è riportato in un testo, ma l'accettazione di quel contenuto da parte della mia mente deve avvenire soltanto in un secondo momento.

Quando accetterò ciò che ho letto?

Soltanto dopo aver verificato attentamente le informazioni e averle sottoposte a un esame approfondito.

Per compiere questa verifica è indispensabile sviluppare la razionalità.

Ricordate: lo studio rappresenta il primo passo, mentre la mentalità razionalistica costituisce un gradino superiore.

Ma verso quale direzione conduce questo percorso?

Verso l'affermazione del Neoumanesimo.

Il primo passo per affermare il Neoumanesimo è lo studio; il secondo è lo sviluppo di una mentalità razionalistica.

Quando ci troviamo di fronte a un'affermazione, dobbiamo analizzarne gli aspetti positivi e negativi attraverso il ragionamento, valutando attentamente i vantaggi e gli svantaggi.

Se gli aspetti positivi risultano prevalenti, esprimeremo un giudizio favorevole e diremo:

«Sì, va bene».

Se invece prevalgono gli aspetti negativi, arriveremo a una conclusione contraria e diremo:

«No, non va bene».

Questa conclusione netta, questa decisione fondata sulla logica e non su una semplice impressione, viene chiamata in sanscrito siddhānta.

Dunque, siddhānta significa «decisione logica».

Non si tratta di una decisione qualsiasi, ma di una conclusione raggiunta attraverso il ragionamento.

Non bisogna confondere il significato di questo termine.

Tuttavia, anche questa decisione logica, sia essa positiva o negativa, non rappresenta il punto d'arrivo definitivo.

È necessario proseguire ancora il cammino.

E in quale direzione dobbiamo compiere il passo successivo?

Se la decisione raggiunta attraverso il ragionamento favorisce il benessere umano, contribuisce alla felicità di tutti gli esseri e promuove il benessere spirituale di ciascuno, allora, e soltanto allora, dovremo sostenerla e diffonderla, dedicando con tutto il cuore le nostre energie alla sua realizzazione.

In caso contrario, un giorno potremmo renderci conto che una determinata decisione, pur sembrando valida, non possiede alcuna utilità nel mondo pratico.

Il suo splendore, infatti, finirà per svanire con il passare del tempo, proprio come la luce di una lucciola.

Allo stesso modo, quando, attraverso il ragionamento, giungete a una conclusione negativa, dovete valutare attentamente anche le conseguenze di quel rifiuto.

Se comprendete che respingere una determinata idea porta beneficio e felicità a tutti gli esseri e favorisce il benessere spirituale di ciascuno, allora dovrete respingerla definitivamente, affermando:

«Il mio no è irrevocabile».

Al contrario, se comprendete che un'idea, attraverso un'adeguata elaborazione, potrebbe essere utilizzata in futuro per favorire il benessere umano, allora il vostro rifiuto non dovrà essere definitivo.

Dovrete essere in grado di dire:

«Il mio no non è definitivo: quest'idea potrebbe trovare un'utilità in futuro».

In altre parole, quando un elemento può essere trasformato e utilizzato per contribuire al benessere dell'umanità, il nostro rifiuto non deve essere assoluto.

Se invece non esiste alcuna possibilità che quell'elemento possa servire al bene comune, allora il nostro no deve essere definitivo.

Forse, in futuro, arriverete persino a sostenere quell'idea e potreste addirittura dedicarvi completamente alla sua realizzazione e diffusione.

Questo discernimento finale, attraverso il quale valutiamo ogni cosa in funzione del benessere umano, rappresenta il punto d'arrivo dell'intero processo di ragionamento.

È ciò che viene definito viveka, ovvero «coscienza».

Ora, come possiamo combattere il geo-sentimentalismo, cioè l'attaccamento irrazionale a un determinato territorio, proteggendo sia noi stessi sia l'intera collettività?

Ricordate che è ancora più importante salvaguardare la collettività piuttosto che preoccuparsi esclusivamente del proprio interesse personale.

Innanzitutto, dobbiamo studiare.

E come possiamo correggere le lacune presenti nelle conoscenze acquisite attraverso lo studio?

Dobbiamo arrivare a una decisione logica, dopo aver esaminato attentamente tutti gli aspetti positivi e negativi.

Una volta raggiunta una conclusione, dobbiamo stabilire se sia opportuno tradurla in pratica oppure no.

Questa scelta deve dipendere esclusivamente da una valutazione: l'idea in questione contribuisce oppure no al benessere dell'umanità?

Quando raggiungiamo questa decisione definitiva, questo punto d'arrivo del nostro percorso di valutazione, si manifesta la nostra coscienza.

È proprio attraverso la coscienza che possiamo combattere con successo il geo-sentimentalismo.

Nel corso della storia, molti individui hanno utilizzato la propria astuzia per introdurre ogni sorta di dogma nella mente delle persone, sfruttandole in modi diversi.

In definitiva, lo strumento più efficace per opporsi a tutto questo è la nostra coscienza.

Vi ho già spiegato che cosa essa rappresenta.

Dovete mantenerla sempre vigile.

Non limitatevi ad applaudire dopo aver ascoltato le parole di qualcuno o dopo aver letto un libro.

Non attribuite un'importanza eccessiva a nessuna persona e a nessuna teoria.

Dovete imparare a valutare ogni cosa con la vostra mente, senza accettare passivamente le idee degli altri.

In questo modo potrete combattere il geo-sentimento attraverso lo studio e lo sviluppo di una mentalità razionalistica.

Nella prima fase studiate.

Nella seconda analizzate gli aspetti positivi e negativi.

Nella terza, infine, valutate se qualcosa sia «fonte di beatitudine oppure no, utile oppure non utile».(2)

Quando avrete completato l'intero processo di ragionamento logico, avrete raggiunto uno stato di «coscienza risvegliata».

Questo stato di coscienza risvegliata è ciò che viene definito «mentalità razionalistica».

Mantenete sempre vigile la vostra coscienza.

Sviluppate una mentalità razionalistica solida e nessuno potrà ingannarvi attraverso falsi geo-sentimenti.

Questa mentalità razionalistica vi darà l'ispirazione e la forza necessarie per contrastare anche il socio-sentimento, cioè l'attaccamento irrazionale a un determinato gruppo sociale, il comune sentimento umanistico e tutte le strategie pseudo-umanistiche.

Non soltanto acquisirete maggiore forza nell'esprimere le vostre idee, ma diventerete più forti sotto ogni aspetto.

(1) L'idea che qualcuno sia un discendente diretto dell'Onnipotente. – N.d.T.

(2) Ovvero, ciò che contribuisce o meno al benessere di tutti. – N.d.T.

Shrii Shrii Anandamurtijii

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