PRAPATTI – L’ABBANDONO TOTALE ALL’ENTITÀ SUPREMA
L’idea secondo cui «io sono a Sua disposizione ed Egli compie la Sua opera attraverso di me, poiché sono soltanto uno strumento nelle Sue mani» è conosciuta come prapatti. La parola deriva dalla seguente composizione: «Pra» – «pat» + «ktin» = «Prapatti». Chi pratica la prapatti non considera il dolore semplicemente come dolore, né la gioia semplicemente come gioia, ma accoglie entrambi con equanimità, senza lasciarsi dominare dalle circostanze. Nella viprapatti avviene esattamente il contrario: si ha la convinzione di essere «io» a compiere ogni cosa, senza riconoscere nessun altro. Di conseguenza, l'individuo diventa rozzo. Nella prapatti, la mente è dominata dalla consapevolezza che «tutto accade per Suo volere; è per Sua grazia che Egli mi utilizza come strumento. Egli può decidere di servirsi di me oppure no, ma, in ogni caso, sia fatta la Sua volontà». Per sperimentare la gioia piena della prapatti, è necessario abbandonarsi completamente a Lui. Sia il Vaishnavismo sia il Sufi...